L’antica cartiera dei Doria ad Isolabona

 

Quanto importante sarebbe analizzare le vicende della Cartiera di Isolabona sì da sviluppare  un tragitto culturale e turistico di assoluta valenza e in grado di coinvolgere Isolabona con le vicende del Castello dei Doria di Dolceacqua non inteso però solo quale fortezza o maniero ma semmai quale struttura culturale con suo Orto Botanico per le esperimentazioni, Biblioteca e Gabinetto Scientifico come qui si vede e tra parentesi, per gli amanti del mistero, un Gabinetto Scientifico entro cui , in linea con l’epoca,  interagivano la scienza come la intendiamo noi con le ricerche esoteriche ed alchimistiche, anche avanzate

Questo già basterebbe per un turismo alternativo e di qualità: ma si potrebbe estendere il discorso via via ad una storia sempre più ricca, da Ventimiglia e dalla Biblioteca Aprosiana, a Genova ed alla grande tradizione delle cartiere di Voltri (e non solo) ….

Per rimeditare poi assieme alla storia della lavorazione della carta (che è storia importante quanto importata: l’invenzione giunse in Europa attraverso il Mondo Arabo provenendo dalla Cina) anche la grande arte della stampa e magari, riflettendo su questa, analizzare alcuni dei centri pulsanti della cultura Italiana, vale a dire Roma con il suo mastodontico sistema culturale seicentesco che, confessiamolo, mica è poi tanto noto … a qualsiasi livello!

Pur nel suo attuale stato la Cartiera ad Isolabona – che fu gestita da tal Bartolomeo Villano per i Doria – è infatti un importante anello di congiunzione …. potrebbe costituire la cartina tornasole per scoprire, giustamente, un centro, non solitamente sotto la lente d’ingrandimento nel turismo, come è Isolabona e da lì, procedendo come in una sorta di zoom virtuale, estendere vieppiù l’osservazione , dapprima alla Signoria dei Doria, poi a tutto l’Estremo Ponente Ligure, quindi (come in fondo già detto) alla Repubblica o Dominio di Genova e finalmente a Roma, vista nella sua continuità culturale, dalle antiche biblioteche pagane che meriterebbero di esser ben più meditate di quanto si faccia allo strapossente patrimonio culturale della città di cui le biblioteche del seicento furono un aspetto importantissimo …. ma nemmeno l’unico, e semmai a loro volta costituiscono un innesco per scoprire di Roma seicentesca tante cose ben poco note comprese le numerosissime strutture di ricetto per i viandanti e pellegrini italiani e stranieri,  e magari (se si vuol proprio esser localistici per forza) le strutture specifiche ad uso dei Liguri …meglio note come “Spedale de’ Genovesi in Trastevere”

tratto da Cultura-Barocca

Informazioni su adrianomaini

Da Bordighera (IM), Liguria
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