Marcello Palingenio Stellato, “L’immortale”

“Il libro innominabile e dannato, terribile tra i libri dannati che pochi ammisero di leggere”…ma chi, pur negandolo,  lo lesse (ed Aprosio fu tra questi) mutò, tremando,  il proprio modo di pensare…lo “Zodiaco della Vita”

Un corteo di oranti procedeva per vie infangate nel crepuscolo…due serventi della morte camminavano a lato, con rozzi badili: un salmodiare sommesso accompagnava il sibilar tremante d’un nome, anzi “del nome”, noto a tutti e da tutti temuto. Per ultimo, prossimo all’Inquisitore, un servitore dell’Ufficio recava alcuni libri con scritto sul fronte il nome blasfemo e terribile….

Scricchiolarono le vecchie assi ed il terrore salì dalla terra putrida, con un miasmo sottile di fumi presto dispersi dalla crescente notte….nel vecchio cimitero presto i resti di colui che fu temuto, ed odiato e condannato furono esposti all’aria, che, pietosa, disperse gli ultimi liquami.

Tra il sussulto dei chierici più giovani e nauseati e sconvolti un passero svolazzò nell’aria resasi tetra, il fuoco d’una torcia accesa contro le tenebre calanti incendiò le ali d’una falena morente e impazzita: dal cono di luce si allungarono lampi rossastri sin al volto sconciato del morto rapito al suo sepolcro….

Era il “volto del nemico”….Menzolli o Menzoli alcuni lo chiamavavano ma per i più e per il Sant’Ufficio era Marcello Palingenio Stellato “L’immortale”, l’autore del libro blasfemo di cui alcuni esemplari (eran i volumi reacati dal servente dell’Inquisizione) furon legati ai resti lasciati con spregio sulla nuda terra
Il silenzio pareva irreale … ma le parole non contavano: l’Inquisitore fece un cenno ed i servitori della morte raccolsero quel fagotto di ossa, stracce e libri….il giorno dopo sulla pubblica piazza le fiamme del rogo avrrebbero bruciato l’uomo blasfemo che in quel XVI secolo, intriso d’ombre e luci, aveva osato scrivere il libro innominabile….lo “Zodiacus Vitae”….e così fu

Non lugubre sceneggiata come per Giordano Bruno….”Lo Stellato” sarebbe svanito nel nulla come se mai fosse vissuto…..e con lui sarebbe svanito il suo libro infame…
O così si credette….
Ma altrove il libro dannato visse e fu ristampato e letto e amato ed anche  odiato … ma quasi sempre cambiò le vite di quelli che lo lessero….

Non Demoni invocati o Streghe in guerra su scope infernali!….il libro parlava d’altro….certo anche contro la corruzione del clero, certo anche contro le “sollicitatio ad turpia” di chierici corrotti o di frati ch’altro avrebbero dovuto essere e non seppero essere, sperando di diventar martiri quando furono carnefici…

Ma non era questo il senso dello “Zodiacus Vitae”, del libro strano “ch’era follia tener in biblioteca…proibito tra i libri proibiti”….si pensò che l’oblio infernale ove lo si voleva cacciare sarebbe stato meglio questa silente cerimonia ch’una clamorosa condanna piena dei clamorosi echi. sanciti dagli Atti di Fede!

Ma abbiamo detto che non fu così…. e il libro più dannato tra i libri dannati sarebbe sopravvissuto anche nella cattolicissima Italia attraverso custodi impauriti e clandestini, editato, per ostile partigianeria, in aree riformate senza che null’altro si sapesse di lui ch’ era stato scritto contro la Chiesa di Roma….
Ubbie, inesattezze estreme come se il “Libro fosse di Sabbia” e sfuggisse alla maniera sognata da Borges dalla catalogazioni:  solo Martin Antonio Del Rio tra i massimi teologi della Chiesa ne avrebbe ben evidenziato i pericoli, noti a lui come ai pochi grandi canonisti….nello Zodiacus tremenda era l’idea non la critica avverso lo Chiesa….non c’era il fiele di Lutero o l’accidiosa, intransigente ostilità di Calvino!
Nemmeno voleva far proseliti!
E quale era la sua colpa allora?
Era l’estrema!
Il libro voleva dar l’interpretazione del suo Dio, del Dio dello Zodiacus…. del dio dello “Stellato”
Che era una Forza che tutto attraversava …. un mare immenso che era l’infinito e andava a quietarsi su una spiagga infinita d’acciao sotto un cielo infinito di pece
Ed in quel mare quieto e fremente, ch’ era il Dio o la Possanza dell’Universo o il Magnetismo del Tutto od ancora l’Energia che ogni cosa vivifica e che i dotti chiamano Panteismo, non stavano Chiese, Riti, Templi, Papi o poveri Chierici: tutto era uguale e tutto era di tutti, dall’uomo alla pianta alla roccia.
In ogni cosa pulsava la vita e la vita che diventava morte ritornava al gran mare che era appunto il tutto … e in cui tutto era pace e silenzio, dove l’ineguaglianza era utopia, dove lo sfarzo non aveva senso, dove volti antichi si confondevano come le innumerevoli gocce di quell’immensità perennemente ritrovandosi, scambiandosi, interagendo …
Sogno, utopia, fantasia, frenesia pantologica? Forse sì…certamente Eresia per il Sant’Uffizio!

Ma nulla impedì che anche chierici ed inquisitori come Angelico Aprosio lo leggessero nelle stanze più segrete, fuggendo dalle finestre e dagli specchi, tremando per una porta socchiusa….o per lo sguardo d’un confratello!

Eppure lo leggevano e lo lessero attraverso i secoli!
Perchè?…curiosità, frenesia intellettuale, follia, libertina sfida dei valori costituiti! …. forse anche, se non soprattutto, per i tanti messaggi d’Amore insiti in quel Libro!

E così quel libro lo “Zodiacus Vitae” cambiò la vita di molti …. perchè leggendolo, nel suo semplice latino, suscita tuttora un’idea di pace, non evoca terrori infernali ne’ celestiali premi, perché a suo modo offriva ed offre una via di consolazione ai terrori della vita e soprattutto della morte!
E’ arduo spiegarlo …. lo si intende solo leggendolo ma con il cuore prima che con la mente e le speculazioni…altrimenti conviene ignorarlo ….ed ecolo qua!

Ah….ma perchè le Istituzioni, non solo la Chiesa o l’Inquisizione ma anche gli Stati e i Dominati lo temettero ai limiti della follia?
Semplice… perchè proponeva un’idea di inutilità dei due grandi poteri e diun Dio senza fasti vissuto come pura emanazione della forza del tutto … e quindi rendeva inutile l’esistenza stessa di quelle Istituzioni e delle loro Verità, sostituendo quella che per lui era la Verità suprema … quella dell’Amore che è Energia in perpetuo movimento…

Ma era per questo un libro eretico! … e l’epoca era quella! mentre i bagliori della Scienza Nuova si andavano intravedendo….tra la luminosità e gli scempi dell’epoca dei Bruno, dei Campanella, dei Telesio…e poi dei Libertini

Scritto da Bartolomeo Durante / Cultura-Barocca

Informazioni su adrianomaini

Da Bordighera (IM), Liguria
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