Sera di Napoli – di Alfonso Gatto

La canzone dei poveri s’accende

dopo la sera con un lume solo.

E la vecchia città murata al cielo

nella rotonda cupola dell’erba

rispecchia nel suo freddo stacco il giorno

sbiadito dei garofani.

Dispera

in un’allegra povertà la voce

sciupata d’una femmina, il fanciullo

che corre sulle case; alle ringhiere

tese nei fili ancor si spoglia il bianco

riverbero dei muri e tocca il capo

fatto già d’ombra a una donna uscita

al suo balcone d’aria con la mano

dolcissima sul petto.

Basta il vento

l’ultimo vento della sera ai lumi

che tornano dal mondo, a quell’odore

sbiadito di garofano se il cuore

trema ogni volta s’apparire al canto

triste che cerca la felicità.

Alfonso Gatto

Informazioni su adrianomaini

Da Bordighera (IM), Liguria
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