La Chiesa Cattolica ed il Vampirismo: cenni storici

La letteratura ecclesiastica inquisitoriale (da fine ‘500 ben sunteggiata dal DELRIO), ma comunque non estranea alla trattatistica giuridica dei vari Statuti criminali dei Paesi europei e no, parlava spesso di infanticidi per magia ma curando sempre di inquadrarli nel discusso ecumene della femminilità.

Il crescente fenomeno di infanticidi rituali, a rigor di verità, non era estraneo a determinate superstizioni ed usanze oscene di provenienza idolatrica mai del tutto disperse nel vecchio continente specie in aree dalle condizioni di estrema arretratezza culturale e parimenti, seppur in tempi abbastanza recenti, al lugubre fenomeno che si sarebbe sempre andato ramificando, fino a sublimarsi in una sorta di religione del potere, attraverso lo sviluppo, anche anacronistico, di sorprendenti sincretismi religiosi nel nuovo continente: specie in ambito ispano-americano e soprattutto nell’area caraibica ove si fusero, per esempio nella relativamente tarda e poco nota “Santeria” .

Ma ancor più nel magismo della religione haitiana del “Vudu”, espressioni cultuali dell’ortodossia cristiano-cattolica e sopravvivenze rituali dell’Africa Nera, derivanti ad esempio dal complesso pantheon degli dèi cosmici dei Fon dell’antico regno del Dahomey od ancora dall’ambiente spirituale di divinità, come i Petro, erroneamente giudicate un tempo di ascendenza creola ma piuttosto derivanti, per via di instancabili mediazioni culturali e rituali, dal pantheon dei Kongo in Africa centrale.

Alcune streghe (ma nel senso di Lamie, ancora sottolinea con precisione intenzionale lo stesso DELRIO) si muovono del tutto apertamente, con sfrontata sicurezza, a caccia di vittime. Sono soprattutto quelle che cercano di sorprendere per via qualcuno sì da consegnarlo alle furie di un demone o che soffocano fra materassi e cuscini infanti e bambinelli colti nel sonno inermi, senza custodi. Ma esistono pure quelle forsennate che uccidono i fanciulli conficcandogli un ago dietro le orecchie, come fece quella perfida ostetrica Elvezia di cui fa menzione nel Malleus lo Sprengerio.

Risultano comunque innumerevoli i malefici compiuti da fattucchiere contro i bimbi: quando si tratta di neonati esse preferiscono rapirli dalla culla per nutrirsene o far uso a pro d’unguenti delle loro misere carni….ai più grandicelli propinano invece un qualche filtro pernicioso che li uccide all’istante o li macera crudelmente di lenta consunzione [reato contemplato nel capo X del libro II degli Statuti Criminali di Genova del 1556]…

Anche se qui il DELRIO cede alle lusinghe dei suoi studi eruditi e profani, egli aggiunge” giungono al segno di succhiare il sangue di questi poverelli…”

E per testimoniare che tal loro feroce costumanza è tuttora in vigore torna utile leggere quanto ha scritto il Chieza nella sua Descrizione delle Indie (parte II, carta 196) su un gruppo di Malefiche (ma ancora nel senso di Streghe-Vampiro o Lamie) scoperte a Panama e ree “d’aver ucciso dei fanciulli bevendone per intiero il sangue” .

E quest’ultima riflessione è solo il codicillo di un incredibile teorema in cui sono correlati magismo e superstizione, misoginia e sovrapposizioni culturali così resistenti a livello di tradizione popolare da “assemblare” in una sola entità femminea i caratteri infausti della puttana, della mitica strix atra, di Lamia e Strega, di espressione femminile del Vampiro pregna di sconcertanti attributi di sensualità contorta, senza escludere gli estremi perversi di pedofilia, pederastia, zoofila e persino di coprofagia (nutrirsi di feci umane durante un rapporto sessuale contro natura) se, in un’ulteriore ipotesi di scambio tra rapporti letterario-mitologici e culturali e come in fondo suggerisce una certa ed anche medievaleggiante iconografia delle Lamie, senza neppur troppo osare si accosta la Strega-Lamia alla figura mitologica sempre femminile e sempre oscena dell’Arpia.

da Cultura-Barocca

Informazioni su adrianomaini

Da Bordighera (IM), Liguria
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