Una poetessa del Seicento tra Nizza e Ventimiglia

Angelico Aprosio erudito frate Agostiniano, Ve...

Angelico Aprosio (via Wikipedia)

Nizza, Città Vecchia, uno scorcio

Una donna letterata, la poetessa Camilla Bertelli Martini che, nata a Roma, aveva poi sposato un Martini appartenente ad una fra le più nobili famiglie di Nizza, città in cui prese a risiedere, si recava poco oltre la metà del 1600 frequentemente a visitare la Biblioteca Aprosiana di Ventimiglia – attuale provincia di Imperia – sia per consultarne i rari volumi, sia per contattare direttamente Angelico Aprosio, da lei ammirato come nome illustre della cultura italiana del tempo.

Ventimiglia, la zona di Latte

Peraltro la casata Martini di Nizza aveva parecchi interessi economici in Ventimiglia: la Bertelli Martini, dapprima da sola, e poi insieme al dotto figlio Giovanni Francesco Martini, ebbe occasione di conoscere la “Libraria intemelia” ed il suo prestigioso custode in occasione dei soggiorni estivi che faceva nella sua “villeggiatura di Latte”, dove cioè la sua nobile famiglia possedeva una residenza agreste idonea per le vacanze e per sfruttare la quiete e l’ottimo clima del luogo. Proprio nella prebenda o proprietà episcopale di Latte (Frazione di Ventimiglia) la colta signora ebbe occasione di contattare l’Aprosio, ivi convocato (forse su sua richiesta) dal vescovo di Ventimiglia Mauro Promontorio (1654-1685).

Non è però da escludere che lo stesso Angelico Aprosio abbia caldeggiato l’incontro, indotto dalla fama di letterata della donna, citata in modo lodevole da Prospero Mandosio nella sua Biblioteca Romana (p.139), in cui viene definita autrice di una raccolta di poesie dal titolo Italicorum Carminum Volumen, posseduto e letto da Angelico.

Angelico Aprosio, col tempo, acquisì tanta stima per la Camilla Bertelli che in una lettera scrisse ad Antonio Magliabechi (grande bibliotecario mediceo): “… A proposito della Maschera Scoperta, supplico V.S. di farmi gratia di levare la Schurmans e di mettere in suo luogo Camilla Bretelli (sic! per Bertelli) nè Martini di Nizza…”

Era certamente un elogio notevole per la letterata romana essere sostituita nel catalogo aprosiano delle donne letterate ad Anna Maria Schurmans da Utrecht (1606-1678), dottissima in arabo, ebraico, greco, latino, francese ed italiano.

Angelico Aprosio, piuttosto,  dà l’impressione d’essersi piegato per convenienza verso Antonio Magliabechi, la cui richiesta, data anche l’importanza del personaggio, aveva in fondo i toni di un ordine: valutando tali opportunità e siffatto “consiglio”, forse Aprosio – ed è difficile dire quanto volentieri – accettò, infine, di inserire al posto di quello della letterata straniera il nome della Bertelli Martini nell’edizione genovese del 1644 della Maschera Scoperta.

Non è peraltro da sottacere come la Camilla Bertelli Martini avesse espresso il desiderio d’esser menzionata nelle sue raccolte bibliografiche da Angelico Aprosio. Quest’ultimo dimostrò notevole apprezzamento “per un di Lei galantissimo capitolo in terza rima” e sottolineò come Giacomo Maria di Sanremo, autore molto stimato dalla “Signora”, fosse stato dalla medesima pregato di recarsi all’Aprosiana.

da Cultura-Barocca

Informazioni su adrianomaini

Da Bordighera (IM), Liguria
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