Torri e scorrerie turchesche in provincia di Imperia

s.stef-torre.gr1hLa Repubblica di Genova fece edificare a Santo Stefano al Mare la più grande torre, tra quelle erette nell’attuale provincia di Imperia nel sistema di difesa contro le scorrerie definite barbaresche, erroneamente definita a pianta ottagonale ma in effetti di 9 lati.
La potente costruzione resta un esempio della tecnica militare del tempo a riguardo delle torri costiere di difesa ed offesa con struttura rotonda o perlomeno poligonale per offrire un ridotto angolo di impatto ai proiettili dell’artiglieria navale nemica: un pò alla stregua di quanto si riscontra nel Torrione di Vallecrosia.
La Torre di Santo Stefano al Mare, iniziata nel 1564, fu terminata nel 1570: le mura, il cui spessore supera i 2 metri, eran fornite di troniere o feritoie (oggi trasformate in finestre) per uso degli archibugieri: alcune guardiole stavano attorno al terrazzo (la sopraelevazione di un piano con tetto di tegole avvenne in tempo posteriore) da cui gli assediati si difendevano gettando dall’alto olio e pece bollenti uniti ad altri corpi contundenti, in genere grossi sassi, che, con i viveri, erano sollevati tramite polegge.
Si accedeva nella torre con scale mobili di corda issate all’inizio delle ostilità isolando completamente la piccola guarnigione di difesa.
La struttura fu armata con bombarde del peso di 25 cantari (il cantaro genovese era di 6 rubbi ed il rubbo 8 Kg.: si trattava quindi di bombarde del peso di circa 1200 Kg.: la definizione di bombarda, visto il peso e l’impianto su una struttura fortificata, sembra un pò riduttivo: del resto alla fine del XV sec. -e già qui si era oltre la metà del XVI- avevano preso piede ovunque, sia sulle navi che nelle fortezze, le batterie di cannoni che scagliavano proiettili ben sagomati di metallo o di pietra).
Nel fortilizio stanziavano 25 uomini, 4 bombardieri ed un caporale per la guardia.
La Torre possedeva ancora nel 1799 due pezzi per la difesa della costa ma probabilmente fu smantellata sotto l’incalzare dei nuovi tempi rivoluzionari e dell’invasione napoleonica della Liguria.
Il SISTEMA DIFENSIVO GENOVESE DELLE TORRI CONTRO I PIRATI ED I TURCHESCHI fu disseminato intelligentemente su tutto l’arco ligure era polivalente e ricco di varianti strategiche e militari (l’analisi topografica e cartografica permette tuttora di ricostruirne la competenza, ad esempio analizzando il TERRITORIO TRA ARMA E SAN LORENZO AL MARE, che fu tra gli obbiettivi di saccheggio prediletti dai “Turcheschi”).
Le TORRI erano, mediamente, quadrangolari e circolari.
Le TORRI QUADRANGOLARI erano organizzate con finalità di avvistamento e per dare ricetto alla popolazione nel caso di uno sbarco dei pirati “turcheschi”.
Queste torri (in parte realizzate con esenzioni fiscali approvate da Genova, in parte col sistema della “Sequella”) erano in collegamento tra loro per via di fuochi segnaletici e si estendevano dalla costa fin ai borghi dell’entroterra in modo da formare un anello di comunicazioni luminose: i segnalatori si servivano di un doppio codice di comunicazione: con lume netto e chiaro, detto segnali di netto, si avvertiva la popolazione dell’arrivo di vascelli alleati ed amici mentre con luci intermittenti o fuoco di brutto si segnalavano navi nemiche operando in maniera che il numero delle intermittenze avvertisse sul numero dei vascelli all’orizzonte ed in modo che la direzione del fumo potesse indicare, se possibile, il luogo di provenienza.
Le TORRI CIRCOLARI (vista la superiore resistenza della loro superficie corazzata da strutture in muratura più resistente al fuoco dell’artiglieria nemica: ma potevano essere anche STRUTTURE A PIU’ ANGOLI, COME LA TORRE DI Santo Stefano al Mare tipologicamente e strutturalmente simili alle QUADRANGOLARI) sorgevano sul litorale o prossime alla costa (come il “TORRIONE” dei Piani di Vallecrosia) e sulla piazzola del tetto, fra la merlatura, erano provviste di artiglieria da opporre al nemico invasore: naturalmente svolgevano anche la FUNZIONE DI AVVISTAMENTO E SEGNALAZIONE TIPICA DELLE TORRI QUADRANGOLARI NON ARMATE.
Questo sistema difensivo fu costruito con grande fatica da Genova, in crisi economica, gravando sulla popolazione con tasse o con la richiesta, per i meno abbienti, di opera prestata gratuitamente per la costruzione delle opere difensive. La grande impresa fu realizzata solo in parte e non potè opporre esauriente difesa contro i “Turcheschi”: lo schermo delle torri sarebbe meglio servito qualche decennio dopo e poi ancora a metà del XVII secolo quale sistema di controllo ed isolamento (per via di quarantene dei luoghi) contro la peste ed i portatori di contagio, spesso allo sbando ed in fuga disperata per via di mare.

da Cultura-Barocca

Informazioni su adrianomaini

Da Bordighera (IM), Liguria
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