Del Conte Robert de Montesquiou-Fézensac

Giovanni Boldini, Ritratto del conte Robert de Montesquiou-Fézensac (particolare), 1897. Parigi, Musée d’Orsay.

 

Alcune stelle cessano di brillare, assai prima di spegnersi; alcuni uccelli cessano di cantare, molto tempo prima di morire.
Questa duplice allegoria potrebbe essere valida per alcune donne sufficientemente fortunate, e sufficientemente accorte, da rinunciare spontaneamente al titolo di bella donna prima di esservi costrette da uno sguardo meno ammirato.
Conte Robert de Montesquiou-Fézensac, Donne d’autunno

Il conte Robert de Montesquiou-Fézensac più comunemente noto come Robert de Montesquiou (Parigi, 7 marzo 1855 – Mentone, 11 dicembre 1921) è stato un poeta, scrittore e celebre dandy francese.

Tipico rappresentante della società parigina fin-de-siècle, servì da modello a Huysmans per il personaggio bizzarro di Des Esseintes di A ritroso, e a Proust per la figura del barone di Charlus. Poeta raffinato e decadente, si compiacque di eccentricità e di preziosismi, distillati in volumetti che portano i titoli di Les chauves-souris (1892; I pipistrelli), Le chef des odeurs suaves (1893; Il migliore degli odori soavi), Les hortensias bleus (1896; Ortensie blu), Les paons (1901; I pavoni), Les offrandes blessées (1916; Le offerte ferite). Tra le opere in prosa si ricordano i saggi di Altesses sérénissimes (1907; Altezze serenissime), La divine comtesse (1913; La divina contessa), sulla contessa di Castiglione, e il libro di ricordi Les pas effacés (postumo, 1923; I passi cancellati).

Montesquiou fu sostenitore dell’avanguardia artistica del suo tempo: Stéphane Mallarmé, Paul Verlaine in poesia; Claude Debussy e Gabriel Fauré in musica; Paul Helleu in pittura.

Montesquiou è stato, in vita, violentemente denigrato. Forain lo chiamava malvagiamente “Grotesquiou” e Pierre Louÿs gli consacrò una poesia (“Le comte R… de M…”) troppo atroce per essere citata.
Anche la sua relazione con Yturri fu oggetto di motteggi crudeli: alla morte della persona da lui tanto amata, circolò questa crudele battuta: “Mort Yturri, te salue, tante” (“Morto Yturri, ti saluto, checca!”), che ha la medesima pronuncia francese di “Morituri te salutant”.

Tuttavia Montesquiou ha anche suscitato ammirazioni appassionate, e fu sempre circondato da discepoli e ammiratori dell’importanza di Marcel Proust o del pianista Léon Delafosse, oltre che da amici fedeli: sua cugina, la contessa Greffulhe, la principessa Bibesco, la principessa di Léon, Judith Gautier, Gustave Moreau, James Abbott McNeill Whistler. Godeva anche della stima e dell’amicizia di Gabriele D’Annunzio, conosciuto durante il soggiorno del poeta italiano ad Arcachon.

 

Advertisements

Informazioni su adrianomaini

Da Bordighera (IM), Liguria
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Del Conte Robert de Montesquiou-Fézensac

  1. ombreflessuose ha detto:

    Classe e sensibilità d’animo, spesso sono avvolte da critiche di basso livello.
    Buona giornata
    Mistral

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...