Sendivogius, un alchimista polacco

Michał Sędziwój (1566–1636, più noto come Sendivogius, fu un alchimista polacco, ma anche filosofo, medico e pioniere della chimica.

Nato in una nobile famiglia del clan degli Ostoja, si sa poco della sua gioventù. Avviato dal padre agli studi a Cracovia, frequentò anche le università di Vienna, Altdorf, Leipzig e Cambridge. Conobbe John Dee  e Edward Kelley.

Il re ungherese Stephen Báthory finanziò i suoi primi studi.  Sendivogius nel 1590 fu attivo a Praga, alla corte di Rodolfo II.

File:Alchemik Sedziwoj Matejko.JPG

Intorno al 1600 fu in Polonia alla corte del re Sigismondo III Vasa. Nel Castello Wawel di Cracovia é ancora intatta la stanza dei suoi esperimenti. I nobili polacchi disapprovarono il fatto che facesse spendere ingenti somme al sovrano per i suoi tentativi. Sul piano pratico si occupò, inoltre, di progettazione di miniere e di fonderie e, dati i suoi contatti internazionali, di attività diplomatica.

Molti suoi libri, il più famoso dei quali risulta “Una nuova luce dell’alchimia” (edito in latino nel 1605), furono scritti in una sorta di linguaggio segreto, comprensibile solo da altri alchimisti.

Su Sendivogius può essere utile leggere quello che scrisse Witte Henning nelle Memoriae philosophorum, oratorum, poetarum, historicorum et philologorum nostri seculi clarissimorum renovatae decas prima (1677-1679).

Fondamentale su Sendivogius è poi l’opera sopra indicata, introvabile al momento nelle biblioteche italiane.

Sendivogius venne incarcerato, essendo ritenuto l’unico ALCHIMISTA (per altri MAGO) che realmente conoscesse il segreto della PIETRA FILOSOFALE cui egli attribuì tre fondamentali proprietà:  l’ELISIR DI LUNGA VITA, l’ONNISCIENZA e la FACOLTA’ DI TRASFORMARE I METALLI VILI IN ORO.

File:POL Michał Sędziwój.jpg

A parte queste oggi risibili postulazioni del personaggio, una scoperta chimica basilare lo rese un autentico precursore scientifico: che l’ARIA non fosse, come creduto sino ad allora, una sola sostanza, ma un insieme, entro cui il ruolo predominante risultava svolto dall’OSSIGENO.

Solo molto dopo, un alchimista svedese,  Carl Wilhem Scheele, nel 1771, e  l’inglese Joseph Priestley,  giunsero alle stesse conclusioni.

Ma, pur avendo elaborato il concetto di questa sorta di “cibo della vita” esistente nell’aria, trattò molte altre teorie filosofiche, scientifiche e pseudo-scientifiche, a suo tempo molto conosciute e lette, anche in virtù di tante traduzioni in altre lingue. Presto Isaac Newton si incaricò di smantellarle.

Negli ultimi anni di vita passò molto tempo in Boermia e Moravia, dove ebbe concessioni di terre da parte dell’Imperatore. Tornò indi a Praga da Rodolfo II, per occuparsi ancora di miniere e fonderie.

La grande fama di cui godette Sendivogius non impedì che cadesse infine in disgrazia. Secondo una leggenda per aver perso la PIETRA FILOSOFALE di cui era giunto in possesso. Morì in povertà e ormai sconosciuto.

La Guerra dei Trent’Anni (1618-1648) aveva posto fine all’età d’oro dell’ALCHIMIA!

Informazioni su adrianomaini

Da Bordighera (IM), Liguria
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2 risposte a Sendivogius, un alchimista polacco

  1. ombreflessuose ha detto:

    Affascinata dalla pietra filosofale, ma di più dagli umili sassi che incontriamo lungo le nostre
    strade.
    Un abbraccio
    Mistral

  2. adrianomaini ha detto:

    Ed io con te!
    Un abbraccio!

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