Svaghi e travestimenti carnevaleschi del ‘600 e del ‘700

… indossavano abiti eleganti,  curavano il proprio aspetto
con la cosmesi del tempo,  non badavano a spese per avere scarpe belle….

Il fascino si sa non ha prezzo ed in fondo rientra in un giuoco lecito
ed affascinante cui certo gli uomini non si son mai tirati indietro.
Ma se ora una donna migliora il suo aspetto ed ostenta in pubblico la sua bellezza, vera o ben costruita che sia, nessuno si scandalizza…al massimo son
fischi d’ammirazione o battute, magari volgarotte…ma talora, in segreto, anche gradite …è il gioco della seduzione.

Le donne lo han sempre fatto…ma un tempo rischiavano e molto, rischiavano in reputazione,  ma rischiavano anche sotto il profilo sociale e in qualche caso giuridico…

Le belle donne che, per finanze o mariti o ricchi amanti, furoreggiavano sulle vie, non sempre agevoli, delle città, non esclusa Ventimiglia seicentesca del Dominio di Genova, potevano esser additate come peccatrici, si poteva loro addirittura inibire l’accesso in luoghi sacri…
Nulla di cui scandalizzarsi ora: era così in quel tempo lontano, secondo l’economia morale e sociale di quell’epoca…. frammenti di una storia minore su cui passa spesso il silenzio!

Sussistono sempre motivazioni e occasioni per ritornare sul tema e rammentare anche le anonime signore che passeggiando ben vestite per le contrade erano non raramente additate al pubblico ludibrio, magari per il seno prosperoso troppo scoperto, o per il guardinfante o per i capelli sciolti
alla brezza marina od ancora per il fatto -peraltro giustificato da tanti fattori- di indossare “scarpe infernali”….
Nulla di diabolico….solo i dettami di una moda, a volte anche utile, che si voleva rifiutare alla donna che per maschilista opinione era meglio “che giammai varcasse la soglia di casa onde restare onesta”.

Fisime di un tempo che non c’è più, fisime di una forma alternativa di razzismo od emarginazione od intolleranza (la si chiami come si vuole) che è stata fortunatamente e da tempo vanificata… come ci si augura che possano esser vanificate tante altre forme di emarginazione e razzismo purtroppo tuttora vitali!

Da Angelico Aprosio (peraltro nemmeno l’antifemminista più incallito del suo tempo) a Clemente Barrera, e col concorso di tanti altri autori, alcuni spunti di greve antifemminismo incentrato su storici luoghi comuni e basato sul tema abbastanza grossolano ma non privo di curiosità storiche che “LE DONNE PER PARER SEMPRE PIU’BELLE E SEDURRE NULLA LESINANO: DA VESTI DI GRAN PREZZO A COSTOSA COSMESI E CAPRICCIOSA TINTURA DI CAPELLI, CON GIUNTE POSTICCE E FALLACI, DA AUDACE OSTENTAR DEL CORPO SIN AL SEGNO D’INDOSSARE VERE E PROPRIE SCARPE INFERNALI”.

Spirito di un’epoca che non ha lasciato solo vaghi strascichi, per fortuna…o forse ci sbagliamo!: chissà, solo le interessate possono capire e dire se
qualche frammento di misogenia galleggia quale un ectoplasma …

di Bartolomeo Durante, da Cultura-Barocca

Informazioni su adrianomaini

Da Bordighera (IM), Liguria
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Una risposta a Svaghi e travestimenti carnevaleschi del ‘600 e del ‘700

  1. ombreflessuose ha detto:

    Ritorno a leggerti
    bacione
    Mistral

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