La scuola guittoniana

La scuola siciliana dopo la battaglia di Benevento (1266), la conseguente vittoria di Carlo d’Angiò sugli svevi e la decadenza della corte di Federico II (morte 1250), continuò la sua attività e produzione nella seconda metà del Duecento nella scuola dei rimatori toscani. Essi operarono nella vivace e fervida attività comunale toscana nonostante le gravi controversie tra guelfi e ghibellini, ereditarono le ricerche linguistiche dei poeti siciliani ed il tema dell’amore, non più codificato secondo le norme di comportamento tipiche dell’aristocratica realtà della corte di Federico II, ma arricchito di temi politici e religiosi, in conformità con il nuovo e diverso ambiente politico, sociale e culturale. L’esponente di maggiore rilievo, cui si attribuisce la denominazione della scuola, fu

Guittone d’Arezzo (1235 ca. – 1294)

autore di un ricco canzoniere egli influenzò gran parte della produzione poetica toscana; alla canzone ed al sonetto istituzionalizzò l’utilizzo del metro della lauda–ballata e, attraverso un linguaggio ricercato, nutrito di arte e cultura retorica, trattò temi politici, morali e dottrinali.

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Da Bordighera (IM), Liguria
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