winckelmann in venedig

Hans Fallada era già ben indirizzato nel percorso della propria autodistruzione quando, nel 1944, fu rinchiuso in un manicomio criminale per aver tentato di commettere atti di violenza contro quella che era ormai la sua ex moglie. In cella riuscì a procurarsi carta e penna e con quelle, mentre al di fuori la Germania precipitava nell’inferno, scrisse alcuni racconti e, di nascosto dai propri carcerieri, il diario della vita sua e dei propri familiari sotto il nazismo.
Per non essere scoperto e per sfruttare fino in fondo il poco materiale di cui disponeva, scrisse questo libro a caratteri piccolissimi, capovolgendo il foglio ogni volta che arrivava alla fine e ricominciando daccapo scrivendo negli spazi fra una riga e l’altra. A un certo punto, lo racconta lui stesso nell’ultimo capitolo, deve decidere di fermarsi e, approfittando di un permesso temporaneo di uscita, nasconde su di sé i fogli e riesce a…

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Da Bordighera (IM), Liguria
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