Milano, S. Gottardo in Corte, campanile

Da Wikipedia: "La Chiesa di San Gottardo in Corte al Palazzo fu voluta dal Duca di Milano Azzone Visconti. Progettata dall'architetto Francesco Pecorari da Cremona, fu iniziata nel 1330 e terminata nel 1336, data incisa sulle mura. In principio la cappella era dedicata alla Beata Vergine ma Azzone, che soffriva di gotta, la dedicò in seguito a San Gottardo, protettore dei gottosi. Cappella Palatina del Palazzo prima ducale, poi Reale. Il campanile ottagonale, in cotto su base quadrangolare in pietra, traduce ispirazioni toscane e giottesche nel linguaggio architettonico lombardo del XIV secolo. Qui fu installato il primo orologio pubblico della città. Originariamente, esso scandiva 24 ore a partire dalla prima ora successiva al tramonto. Un rintocco di campana scandiva la prima ora della notte, al tramonto i rintocchi erano ventiquattro (il funzionamento dell'orologio è descritto in dettaglio da fra' Galvano Fiamma, cronista dell'epoca). Il tempo scandito e l'automatismo del meccanismo destarono tale scalpore che la zona circostante venne chiamata "Contrada delle Ore"..."

Da Wikipedia: “La Chiesa di San Gottardo in Corte al Palazzo fu voluta dal Duca di Milano Azzone Visconti.
Progettata dall’architetto Francesco Pecorari da Cremona, fu iniziata nel 1330 e terminata nel 1336, data incisa sulle mura. In principio la cappella era dedicata alla Beata Vergine ma Azzone, che soffriva di gotta, la dedicò in seguito a San Gottardo, protettore dei gottosi.
Cappella Palatina del Palazzo prima ducale, poi Reale. Il campanile ottagonale, in cotto su base quadrangolare in pietra, traduce ispirazioni toscane e giottesche nel linguaggio architettonico lombardo del XIV secolo.
Qui fu installato il primo orologio pubblico della città. Originariamente, esso scandiva 24 ore a partire dalla prima ora successiva al tramonto. Un rintocco di campana scandiva la prima ora della notte, al tramonto i rintocchi erano ventiquattro (il funzionamento dell’orologio è descritto in dettaglio da fra’ Galvano Fiamma, cronista dell’epoca). Il tempo scandito e l’automatismo del meccanismo destarono tale scalpore che la zona circostante venne chiamata “Contrada delle Ore”…”

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Da Bordighera (IM), Liguria
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