Sanremo, Frazione Coldirodi, San Sebastiano Martire

Sanremo, Frazione di Coldirodi, Chiesa Parrocchia di San Sebastiano Martire. Da Wikipedia: "La chiesa parrocchiale, fondata nella sua primitiva struttura nel 1319, dopo essere caduta in rovina nel 1505 a causa di un terremoto divenne presto insufficiente per contenere la popolazione e, già ingrandita e dedicata a San Sebastiano dopo la peste del 1491, venne sottoposta a lavori di totale rifacimento iniziati il 26 giugno 1616 con la posa della prima pietra e terminati con la benedizione il 6 gennaio 1628. Nei decenni a seguire i Collantini continuarono ad abbellire la chiesa e vollero che fosse trasformata da chiesa romanica in edificio dalle tipiche caratteristiche barocche. Dopo la separazione da Sanremo nel 1753 si intrapresero grandi opere di ampliamento della chiesa che fu allungata sul retro dove venne innalzata l’ampia abside. L’ingrandimento della chiesa rese necessari addobbi e ornamenti più ricchi e sontuosi, cosicché il comune tra il 1764 e il 1769 spese 3682 lire per l’acquisto dell’organo, di una croce in argento per le processioni, di lampade e di un reliquiario dei santi Ignazio e Sebastiano. Negli anni successivi continuarono vari acquisti per tappezzerie destinate all’addobbo delle pareti della chiesa in occasione delle varie festività. Nell’ottobre del 1772 giunse da Roma il corpo del martire San Fortunato che vene dapprima posto nella chiesa di San Bernardo e successivamente trasferito nella parrocchiale con una solenne processione, in quei giorni avvenne una miracolosa guarigione attribuita alla sua intercessione. L’interno della chiesa conserva pregevoli opere d’arte tra cui l’altare maggiore, una pala in stile barocco del Migliorati raffigurante San Sebastiano con San Giuseppe e l’Evangelista, gli stucchi della navata realizzati nel 1858 dall’Adami, l’affresco della volta sopra il coro, rappresentante San Sebastiano in Gloria, dipinto dal pittore Migliorati, e commissionato nel 1923 da don Carassari, una pietà e un angelo, opere di ignoti, una Via Crucis olio su tela del Carrega, una statua del Maragliano dedicata a San Sebastiano, un crocifisso in avorio (trafugato da ignoti). L’altare delle reliquie decorato da un crocefisso in legno di tartaruga, racchiude dietro ad un vetro molte reliquie di santi e martiri. La parrocchiale è dotata anche di un pregevole organo, costruito da Natale Marelli di Milano, nel 1910 posto nella cantoria lignea sopra l’ingresso principale all’interno di una cassa inserita in un’altra preesistente risalente al 700, dipinta, decorata e munita di portelle. Di notevole rilievo, infine, è il Cristo Morto, pezzo ligneo del 600 di autore anonimo."

Sanremo, Frazione Coldirodi, Chiesa Parrocchia di San Sebastiano Martire. Da Wikipedia: “La chiesa parrocchiale, fondata nella sua primitiva struttura nel 1319, dopo essere caduta in rovina nel 1505 a causa di un terremoto divenne presto insufficiente per contenere la popolazione e, già ingrandita e dedicata a San Sebastiano dopo la peste del 1491, venne sottoposta a lavori di totale rifacimento iniziati il 26 giugno 1616 con la posa della prima pietra e terminati con la benedizione il 6 gennaio 1628. Nei decenni a seguire i Collantini continuarono ad abbellire la chiesa e vollero che fosse trasformata da chiesa romanica in edificio dalle tipiche caratteristiche barocche. Dopo la separazione da Sanremo nel 1753 si intrapresero grandi opere di ampliamento della chiesa che fu allungata sul retro dove venne innalzata l’ampia abside. L’ingrandimento della chiesa rese necessari addobbi e ornamenti più ricchi e sontuosi, cosicché il comune tra il 1764 e il 1769 spese 3682 lire per l’acquisto dell’organo, di una croce in argento per le processioni, di lampade e di un reliquiario dei santi Ignazio e Sebastiano. Negli anni successivi continuarono vari acquisti per tappezzerie destinate all’addobbo delle pareti della chiesa in occasione delle varie festività. Nell’ottobre del 1772 giunse da Roma il corpo del martire San Fortunato che vene dapprima posto nella chiesa di San Bernardo e successivamente trasferito nella parrocchiale con una solenne processione, in quei giorni avvenne una miracolosa guarigione attribuita alla sua intercessione. L’interno della chiesa conserva pregevoli opere d’arte tra cui l’altare maggiore, una pala in stile barocco del Migliorati raffigurante San Sebastiano con San Giuseppe e l’Evangelista, gli stucchi della navata realizzati nel 1858 dall’Adami, l’affresco della volta sopra il coro, rappresentante San Sebastiano in Gloria, dipinto dal pittore Migliorati, e commissionato nel 1923 da don Carassari, una pietà e un angelo, opere di ignoti, una Via Crucis olio su tela del Carrega, una statua del Maragliano dedicata a San Sebastiano, un crocifisso in avorio (trafugato da ignoti). L’altare delle reliquie decorato da un crocefisso in legno di tartaruga, racchiude dietro ad un vetro molte reliquie di santi e martiri. La parrocchiale è dotata anche di un pregevole organo, costruito da Natale Marelli di Milano, nel 1910 posto nella cantoria lignea sopra l’ingresso principale all’interno di una cassa inserita in un’altra preesistente risalente al 700, dipinta, decorata e munita di portelle. Di notevole rilievo, infine, è il Cristo Morto, pezzo ligneo del 600 di autore anonimo.”

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Da Bordighera (IM), Liguria
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