Borghetto S. Nicolò, cenni storici

Borghetto S. Nicolò, frazione di Bordighera (IM),  già facente parte delle 8 ville rurali del contado intemelio, è sito nella val di "Vallebona" alternativamente detta anche "valle del rio Batallo". L'antichità di Borghetto (detto poi "S. Nicolò" dal Santo patrono) risulta testimoniata da diversi documenti e in antico, almeno fino al XVII secolo fu una villa rurale di una certa importanza: nel passato "Borghetto" fu anche confuso col borgo principale della valle, cioè Vallebona, da cui ebbe comunque in antico una sua autonomia: una certa confusione terminologica si deduce già da un censimento o "focatico" provenzale del 1340 secondo cui il piccolo nucleo abitato e rurale che, poco più a Sud, si era evoluto in una insenatura della valle fu nominato Vallebona inferiore mentre invece aveva da tempo un suo toponimo: infatti in un atto, steso "entro il Capitolo di Ventimiglia" il 3-XI-1257, dal notaio de Amandolesio, per volontà del giudice Bartholomeus Ferrarius, i pubblici estimatori valutarono una proprietà di una certa Verdaina, vedova di Ugonis Vitalis, che erano situate quasi tutte nell'area di Vallebona vera e propria, mentre tuttavia una "pezza di terra" risultava sita super Burgetum appunto Borghetto (S.Nicolò). Il toponimo della valle (almeno la forma vallebona) [di cui Borghetto costituisce ancora oggi il primo significativo nucleo abitato risalendo dal mare (il cui LITORALE nell'ottocento, come anche risulta da una fotografia di C.H. Brown era abbastanza sopolato) e sfruttando la STRADA VALLIVA ottocentesca parimenti riprodotta dal medesimo fotografo] indubbiamente allude alla bontà dell'ambiente (la "valle buona", cioè "la valle aperta" in contrapposizione alla vicina e meno ricca valle crosa" = "valle stretta, incavata"): ciò induce a pensare che il territorio possa aver goduto di un'antica visitazione umana (specie ai tempi della lunga civiltà romana visto che agrimensori, architetti e ingegneri di Roma istituzionalmente per insediamenti ed aziende privilegiavano sempre i luoghi più agevolmente raggiungibili, aperti e solatii, ben forniti di risorse naturali) facesse parte dell'ARM'ANTICA, l'area su cui nella romanità erano forse disseminate diverse proprietà fondiarie romane soprattutto di epoca imperiale. Per tutto il periodo medievale Borghetto costituì una delle ville agricole più importanti del contado intemelio Al pari di tutte le altre ville del contado orientale e seguì le sorti del capoluogo Ventimiglia, sia che fosse libero comune sia che, dopo la definitiva conquista genovese, venisse eretto in Capitanato." da Cultura-Barocca (www.cultura-barocca.com)

Borghetto S. Nicolò, frazione di Bordighera (IM), già facente parte delle 8 ville rurali del contado intemelio, è sito nella val di “Vallebona” alternativamente detta anche “valle del rio Batallo”.
L’antichità di Borghetto (detto poi “S. Nicolò” dal Santo patrono) risulta testimoniata da diversi documenti e in antico, almeno fino al XVII secolo fu una villa rurale di una certa importanza: nel passato “Borghetto” fu anche confuso col borgo principale della valle, cioè Vallebona, da cui ebbe comunque in antico una sua autonomia: una certa confusione terminologica si deduce già da un censimento o “focatico” provenzale del 1340 secondo cui il piccolo nucleo abitato e rurale che, poco più a Sud, si era evoluto in una insenatura della valle fu nominato Vallebona inferiore mentre invece aveva da tempo un suo toponimo: infatti in un atto, steso “entro il Capitolo di Ventimiglia” il 3-XI-1257, dal notaio de Amandolesio, per volontà del giudice Bartholomeus Ferrarius, i pubblici estimatori valutarono una proprietà di una certa Verdaina, vedova di Ugonis Vitalis, che erano situate quasi tutte nell’area di Vallebona vera e propria, mentre tuttavia una “pezza di terra” risultava sita super Burgetum appunto Borghetto (S.Nicolò).
Il toponimo della valle (almeno la forma vallebona) [di cui Borghetto costituisce ancora oggi il primo significativo nucleo abitato risalendo dal mare (il cui LITORALE nell’ottocento, come anche risulta da una fotografia di C.H. Brown era abbastanza sopolato) e sfruttando la STRADA VALLIVA ottocentesca parimenti riprodotta dal medesimo fotografo] indubbiamente allude alla bontà dell’ambiente (la “valle buona”, cioè “la valle aperta” in contrapposizione alla vicina e meno ricca valle crosa” = “valle stretta, incavata”): ciò induce a pensare che il territorio possa aver goduto di un’antica visitazione umana (specie ai tempi della lunga civiltà romana visto che agrimensori, architetti e ingegneri di Roma istituzionalmente per insediamenti ed aziende privilegiavano sempre i luoghi più agevolmente raggiungibili, aperti e solatii, ben forniti di risorse naturali) facesse parte dell’ARM’ANTICA, l’area su cui nella romanità erano forse disseminate diverse proprietà fondiarie romane soprattutto di epoca imperiale.
Per tutto il periodo medievale Borghetto costituì una delle ville agricole più importanti del contado intemelio Al pari di tutte le altre ville del contado orientale e seguì le sorti del capoluogo Ventimiglia, sia che fosse libero comune sia che, dopo la definitiva conquista genovese, venisse eretto in Capitanato.” da Cultura-Barocca (www.cultura-barocca.com)

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Da Bordighera (IM), Liguria
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