Turkul, in realtà, fu sempre un agente della GRU sovietica

L’Intermarium reclamava il bisogno di una potente Confederazione Anticomunista Pandanubiana, composta per la gran parte dalle Nazioni cattoliche dell’Europa Centrale. In sintesi, lo scopo dell’Intermarium era quello di formare un cordone sanitario per fronteggiare l’avanzata russa.
Molti documenti provenienti da fonti accreditate, provano che il Vaticano aveva appoggiato tali operazioni che come, abbiamo visto, erano portate avanti da ex criminali di guerra. Inoltre, l’Organizzazione lavorava in modo ufficioso con i francesi e con gli inglesi i quali avevano arrestato e, poi, utilizzato i maggiori ricercati della Seconda Guerra Mondiale.
Ciò, si ebbe grazie alla struttura messa in piedi da Odessa. Anche se da essa si è poi distanziata, questa ramificazione è importante per spiegare come anche gli Alleati ed i Russi riuscirono a penetrare nelle Ratline e come, quest’ultimi, le utilizzarono per porre fine ad Odessa e, di conseguenza, ai movimenti anti-sovietici.
Inoltre, è importante parlare di questo Movimento anti-comunista perché importanti personaggi di rilievo della Chiesa, attraverso le proprie associazioni ed organizzazioni di copertura, ne erano implicati. Non è un caso che essi erano anche i principali artefici della rete del Vaticano: il vescovo Alois Hudal, padre Krunoslav Draganovć, monsignor Anton Prešeren, il vescovo Ivan Bučko e padre Joseph Gallov.
Un esempio delle prime infiltrazioni comuniste nel fronte anti-sovietico è dato da Srečko Rover, uno degli esponenti di rilievo dell’Intermarium.
Egli lavorò, prima dello scoppio della Guerra, per un movimento clandestino ustascia in Bosnia dove fu coinvolto nell’assassinio di Re Pietro allo scopo di fondare quello che sarà lo Stato Indipendente di Croazia.
Nel 1941, con l’arrivo dei nazisti in Croazia, Rover iniziò ad operare per conto del regime di Pavelić contro i nemici del regime, i serbi e gli ebrei.
Sul finire della Guerra, scappò a Roma grazie ad Odessa e si rifugiò nella Confraternita di San Girolamo. Da qui fu inviato, da padre Draganović, come agente di contatto con gli statunitensi a Trieste dove incontrò il colonnello Lewis Perry. Questo, a sua volta, lo mandò in Jugoslavia con lo scopo di costruire nuove vie per infiltrare agenti statunitensi. Ciò che destò maggior stupore, fu il fatto che ogni operazione in cui Rover era presente andò fallita e provocò tantissimi danni alla rete costruita dagli Alleati con l’appoggio del Vaticano: mentre i suoi collaboratori venivano catturati, lui si salvava sempre. Nonostante la mancanza di prove certe, alcuni agenti USA arrivarono a dire che Rover “è forse un agente provocatore usato dalle autorità di Tito nel tentativo di compromettere le agenzie statunitensi <212”.
Le prime e più importanti infiltrazioni all’interno dei servizi segreti occidentali risalgono a quando Eugenio Pacelli era nunzio apostolico a Monaco.
I comunisti iniziarono ad utilizzare le stesse tattiche usate dai servizi segreti della Russia zarista: l’Impero Russo è sempre stato timoroso verso tutti quei gruppi etnici che cercavano l’indipendenza ed iniziò ad utilizzare i propri agenti per infiltrare tali gruppi indipendentisti.
Quando, con la Rivoluzione del 1917, i bolscevichi presero il potere, iniziarono ad utilizzare le stesse reti che lo Zar aveva utilizzato fino a quel momento contro i gruppi etnici indipendentisti.
Nel 1917, Lenin e Feliks Edmundovič Dzeržinskij fondarono quella che fu l’antenata del KGB (civile) e della GRU (militare): la Čeka, un corpo di polizia politica che aveva l’obbiettivo di legittimare il nuovo Stato.
Tale servizio segreto agiva svolgendo un doppio gioco: ossia, creava delle reti che in apparenza si mostravano monarchiche ed anti-rivoluzionarie in modo da attirare tutti i reali dissidenti e poter così lavorare contro di essi. In un secondo momento, la Čeka si allargò a tal punto che i target divennero anche i Paesi occidentali che operavano contro l’URSS.
Così, iniziarono le prime infiltrazioni ai danni dell’Occidente fino a giungere alle Ratline di Odessa che divennero i canali preferenziali degli agenti doppiogiochisti: oltre ad utilizzare tali vie a scopo difensivo, i comunisti le usarono anche per rallentare determinate operazioni dell’Occidente.
Rispetto a ciò mi concentrerò, principalmente, sulle operazioni che hanno riguardato la Chiesa e tutti i Paesi facenti parte di Odessa. A tal proposito, è fondamentale sottolineare la figura di un ex-nobile zarista, Anton Vasilevič Turkul, che ebbe un ruolo fondamentale in questo quadro e riassume al meglio la situazione riguardante le infiltrazioni.
La sua carriera riflette tantissimi successi di spionaggio ai danni dei più famosi servizi segreti del Mondo con cui lavorò: l’esercito imperiale russo, il Deuxième Bureau francese, lo Stato Maggiore del Giappone, i servizi segreti di Mussolini, i MI5 e MI6 inglesi, il servizio segreto di Ribbentrop (Bureau Jahnke), l’Abwehr (servizi segreti militari, sotto il controllo della Wehermact dell’ammiraglio Wilhelm Canaris), il servizio segreto della Wehrmacht sul fronte orientale (Frende Heere Ost), le SD tedesche. Turkul ha, anche, collaborato con la NATO, la CIA, il CIC ed il MIS (Military Intelligence Service degli Stati Uniti).
In realtà, fu sempre un agente della GRU (Glavnoe Razvedyvatel’noe Upravlenie: Direttorato Principale per l’Informazione): il servizio di informazioni dell’esercito russo sorto nel 1918 che, a differenza, del KGB non dipendeva dallo Stato Maggiore dell’Esercito. È sempre stato un servizio segreto così efficiente che le sue prime tracce si sono iniziate ad intravedere solo con la Perestrojka (ricostruzione) degli anni ottanta.
Fu proprio Turkul l’agente infiltrato che si era addentrato all’interno della rete del Vaticano al punto da farla crollare. La sua carriera iniziò a circa venti anni quando entrò nel servizio segreto dello zar. Appena conclusasi la Rivoluzione del 1917, Lenin lo assoldò con lo scopo di eliminare tutti i gruppi dissidenti bianchi e consolidare la vittoria della Rivoluzione.
Il suo lavoro d’infiltrazione ai danni dei gruppi anti-sovietici fu, talmente, efficiente che molti ufficiali bianchi e lo stesso Turkul furono accolti a Parigi dal Governo francese che, insieme agli inglesi, appoggiava incondizionatamente i movimenti anti rivoluzionari <213.
Intanto, i russi bianchi costituirono il ROWS, un’organizzazione di esuli politici anti-comunisti che volevano abbattere il Governo bolscevico. I primi doppiogiochisti iniziarono ad usufruire di tale organizzazione per seminare la strategia comunista di controspionaggio: alcuni di questi agenti furono alcuni dei più stretti collaboratori di Turkul, Claudius Voss, detto Aleksandrov, ed il generale Nikolai Skoblin <214. La ROWS, come vedremo meglio in seguito, fallirà proprio grazie al lavoro di questi agenti.
Turkul e Voss fondarono altre organizzazioni di bianchi come la NTS (Narodnij Trudovoi Sojuz: Unione Nazionale del Lavoro).
[…] Riassumendo, lo NTS si dedicava principalmente agli esiliati di etnia russa che volevano rovesciare il Governo bolscevico ed instaurarne uno puramente russo a cui erano subordinate le etnie minoritarie. Quello che abbiamo visto come Intermarium, invece, si focalizzava sulla volontà della creazione di una Confederazione di diverse Nazioni tra cui la Russia, prevedendo, dunque, la disgregazione dell’URSS.
Lenin, prima, e Stalin, dopo, organizzarono i propri servizi segreti in modo che lo NTS fosse controllato dal ramo militare, il GRU, mentre l’Intermarium e tutte le organizzazioni affini al ramo civile, dal KGB.
Per pura convenienza strategica, Turkul, che era primariamente a favore dell’imperialismo dell’URSS, ebbe molteplici contatti anche con organizzazioni che ne prevedevano la disgregazione come l’Intermarium stesso od il BAN (Blocco Antibolscevico delle Nazioni).
Attraverso questi contatti, Turkul fu assoldato dal Deuxième Bureau francese e dal Vaticano <216.
Secondo fonti accreditate, fu proprio Turkul ed il suo NTS a far dissolvere il ROWS da cui nacque l’Intermarium <217 ed altre organizzazioni simili come la Fazione Abramčik dei bielorussi.
Quindi, riallacciandoci al filo del discorso e mettendo insieme tutti i pezzi, è facile capire come Turkul ed i suoi agenti (Voss e Skoblin) riuscirono ad entrare in determinate organizzazioni, apparentemente anti-bolscevichie e quindi appoggiate dai principali Paesi antagonisti dell’URSS. Rispetto a ciò, è di fondamentale importanza ricordare come anche l’ammiraglio Wilhelm Canaris si avvicinò a Turkul quando, nel 1934, divenne il Capo dei Servizi Segreti Tedeschi, l’Abwehr.
Dopo una breve parentesi con il Giappone – “Turkul a Berlino lavorava insieme allo staff General del Giappone <218” – Turkul decise di vendere la sua rete ai tedeschi ed iniziò a usare l’agente Klatt, il cui vero nome era Richard Kauder <219.
Come racconta Ladislas Farago:
“Nell’agosto del 1938, Klatt giunse a Vienna e un comune amico lo condusse dal colonnello dell’Abwehr. […] Arrivò all’incontro con una quantità sorprendente di informazioni segrete, relative soprattutto ai meccanismi interni dell’aviazione sovietica. I dati da lui forniti divennero la base dei piani tedeschi contro l’URSS, cosa di cui poche spie nella storia possono andar fiere. Quando fu stipulato l’accordo, la nuova grande spia fece ritorno a Sofia per diventare […] praticamente l’unica spia a tempo pieno dell’Abwehr che operasse direttamente in questo importante settore della guerra segreta” <220.
Per anni, l’ammiraglio Canaris cercò, insieme ad altri collaboratori come Kurt Jahnke del servizio segreto di Ribbentrop (Jahnke Bureau), di complottare in segreto per eliminare dalla scena politica Hitler e formare un’alleanza con gli inglesi ed il Vaticano in chiave anti-bolscevica. A questo punto, Turkul, capendo la gravità della situazione si recò a Roma.
Qua, l’agente infiltrato sovietico, formò insieme ad altre personalità come monsignor Kaas (di cui abbiamo parlato precedentemente) quella che passò alla storia come l’Orchestra Nera (Schwarze Kapelle. Un gioco di parole tedesco in contrapposizione con l’Orchestra Rossa, Rote Kapelle, la nota organizzazione spionistica sovietica): come tramite di Canaris per la creazione di tale organizzazione, venne scelto un avvocato di Monaco, Joseph Müller <221.
Mentre, Canaris cercava di tessere migliori relazioni con il Vaticano e l’Inghilterra, la stretta del controspionaggio tedesco e delle SS si faceva sempre più forte: lo NTS divenne, quindi, fondamentale come tramite ed intermediario oltre che un mezzo più sicuro in quanto era molto strutturato. Ma quello che il Vaticano e Canaris non sapevano era che lo NTS lavorava contro di essi. Infatti, Canaris e Jahnke utilizzavano i canali dell’Orchestra Nera per informare Turkul ed il Vaticano delle mosse di Hitler: si stavano eliminando da soli. In questo ambito, Klatt divenne sempre più importante fra i contatti di Turkul.
Uno storico, Heinz Höhne, descrive così l’apporto di Turkul, attraverso Klatt, alla Germania nazista:
“Le informazioni più sensazionali sull’Armata Rossa, provenivano da una figura misteriosa […] un commerciante ebreo di nome Klatt, il cui nome in codice era MAX. Le sue informazioni erano così accurate che gli scettici, all’interno dello FHO [Gehlen del Fremde Heere Ost: Eserciti Stranieri Orientali], si chiedevano spesso se MAX non fosse un agente doppiogiochista che dava ai tedeschi falso materiale sui russi. Nessuno, all’interno dello FHO, sapeva la verità, cioè che […] MAX aveva sfruttato il servizio segreto giapponese ed altri similari, che era più informato di qualsiasi altro sull’Unione Sovietica” <222.
[…] Mentre il War Department Intelligence Division affermava che “[Bučko] sia andato a Roma con l’intenzione di perorare la creazione di una provincia ecclesiastica ucraina sotto la guida di monsignor Szepticky <235”.
In questa complessa struttura ecclesiastica si inserivano anche le divergenze interne come quelle presenti nella Chiesa Ortodossa: c’era chi sosteneva l’URSS e chi preferiva i nazisti, vedendoli come dei liberatori. All’interno di quest’ultimi che Turkul trovò un terreno fertile dove inserire i propri agenti. L’accordo Vaticano-Nazisti per l’Ucraina andò a buon fine e non è un caso che qualche mese prima della Campagna di Russa, fu creata la divisione delle SS-Galizia appoggiata dall’ingenuo vescovo Szepticky.
Questa divisione militare fu una delle più tremende delle SS – che fino a quel momento avevano visto con disprezzo gli slavi – e compì alcune delle peggiori azioni condotte dai nazisti. Proprio con il Governo Ucraino di Bandera, ormai divenuto alleato della Germania, che il Vaticano volle un’intesa per ampliare l’Intermarium di cui ho parlato precedentemente.
Intanto, Turkul era riuscito, attraverso l’ottimo lavoro di infiltrazione dei suoi agenti, nel suo intento di mantenere divisi gli ortodossi cosicché i filo indipendentisti e nazisti rimanessero isolati e la Chiesa Ortodossa avesse più difficoltà di riunificarsi con quella Cattolica Uniate.
Per evitare ogni inconveniente ed isolare ancora maggiormente la Chiesa Ucraina, Turkul chiese a Klatt di mandare uno dei suoi migliori agenti: fu scelto Ira Longin, alias IRA, alias Lang. Questi fu fondamentale all’interno della strategia di Turkul perché riuscì ad ottenere importanti informazioni direttamente sul campo, che poi utilizzò per mandare a frantumi i piani del Vaticano e della Germania nazista – per cui lavorava – di annientare l’armata rossa.
In poche parole, Turkul riuscì attraverso la sua rete a fornire informazioni inesatte che consegnava ai servizi segreti nazisti, cercando di ostacolare l’azione tedesca in Russia, mentre otteneva quelle utilissime dall’Abwehr sull’avanzata nazista. Attraverso tale strategia, inoltre, l’intenzione del Vaticano di creare un avamposto solido in Ucraina, in cui giungevano le ultime ramificazioni di Odessa, era fallito. In questo senso, per esempio gli stratagemmi di Turkul furono quelli di sabotare l’esercito anti-comunista del generale Andrej Vlasov ed, addentrandosi sempre più, arrivare a fermare i piani delle alleanze anti-sovietiche.
Il generale Vlasov, durante una battaglia, fu catturato dei tedeschi e fu indottrinato a tal punto da iniziare a schierarsi con essi. Per questo fondò ed iniziò a guidare l’Esercito Russo di Liberazione in chiave anti-bolscevica che agiva sotto l’egida del Comitato di Liberazione del Popolo della Russia.
[…] Questo è solo uno dei tanti esempi che portarono alla disfatta di tutti quei gruppi di emigrati politici russi in connessione con il Vaticano e con le ramificazioni messe in atto attraverso i molteplici contatti di Odessa. È importante, quindi, sottolineare come Turkul riuscì a costruire una rete parallela a quella di Odessa e a distruggere tutte le intenzioni della Chiesa di affermarsi nell’Est Europa e, in parte, nei Balcani.
Tornando alla figura di Klatt – totalmente connessa con tali vicende – di cui esiste un documento di Intelligence rilasciato dalla CIA in cui si sottolinea una certa perplessità sulla sua vera lealtà. Gli analisti inglesi, alla fine, giunsero alla conclusione unanime che l’intera organizzazione diretta da Turkul e delegata in parte a Klatt, apparentemente diretta da Sofia e poi Budapest, era orchestrata dai sovietici, nonostante fossero incorse in pesanti perdite. Questo verdetto sembrava essere confermato nell’ottobre 1943, quando Mosca non prese alcuna azione dopo che l’MI6 aveva avvertito il NKVD del problema <236.
Inoltre, questo fallimento nell’Est Europa causò dei cambi strategici per Odessa che portarono altri Paesi, preoccupati dall’aumento di potere sovietico, ad arruolare una maggiore quantità di ex criminali di guerra dei principali regimi dell’Asse.
In questo scenario gli Stati Uniti e l’Inghilterra iniziarono ad utilizzare le reti di fuga di Odessa per i propri obbiettivi. Laddove aveva fallito il Vaticano, gli Alleati cercarono di rimediare.
Un discorso a parte merita, poi, l’Odessa che, a mio parere, è riuscita nel suo intento: quella di Perón, la quale sfruttò le stessa rete di contatti e vie di fuga messe in piedi prima dai nazisti e poi strutturate dal Vaticano.
Turkul ed i sovietici si erano addentrati così a fondo che il Vaticano non poté altro che appoggiare il piano di Perón e far fuggire i criminali di Guerra in Argentina.
Gli stessi Ustascia assoldati dal Vaticano non poterono fronteggiare lo strapotere di Tito, tant’è che la gran parte di essi e lo stesso Pavelić, aiutati da Draganović, dovettero rifugiarsi in Argentina. L’Odessa del Vaticano in Europa era finita e gli eredi, nel Vecchio Continente, rimasero gli Stati Uniti e, soprattutto, l’Inghilterra.
[NOTE]
212 Rapporto dell’11 dicembre 1947, tratto dal dossier sugli ustascia in possesso del CIC cit. in Aarons M. M., Loftus J., Ratline, Newton & Compton, Roma, 1993, pag. 148
213 Resoconto dell’interrogatorio speciale di Kauder, alias Klatt, Controspionaggio, NARA MISC-USFET, 1947, T/363 e T/1000-60, Aarons M. M., Loftus J., op. cit.
214 Interrogatorio top secret di Claudius Voss, alias Aleksandrov, 20 marzo 1947. NARA T/1167-84, Aarons M. M., Loftus J., op. cit.
216 Rapporto del CIC, Distaccamento di Roma sull’Intermarium, 23 giugno 1947, cit. in Aarons M. M., Loftus J., Ratlines, Newton & Compton, Roma, 1993, pp. 166
217 CIA Digital Archives, Document Number (FOIA) /ESDN (CREST): 51966ecd993294098d50b228, FOIA ERR, Special Collection, Nazi War Crimes Disclosure Act, 28 maggio 1946
218 CIA Digital Archives, Document Number (FOIA) /ESDN (CREST): 51966ecd993294098d50b21a, FOIA ERR, Special Collection, Nazi War Crimes Disclosure Act, 2 agosto 1946
219 CIA Digital Archives, Document Number (FOIA) /ESDN (CREST): 51966ec6993294098d50a1b7, FOIA ERR, Special Collection, Nazi War Crimes Disclosure Act, 14 agosto 1946
220 Farago, L., Burn After Reading, Walker & Co., New York, 1961, pp. 116-117, Aarons M. M., Loftus J., op. cit
221 Brown, A. C., Bodyguard of Lies, Harper and Row, New York, 1975, pag. 175; Serri, M, Pio XII contro Hitler: la guerra segreta, La Stampa Online, 31 maggio 2016, http://www.lastampa.it/2016/05/31/vaticaninsider/ita/documenti/pio-xii-contro-hitler-la-guerra-segreta-xcVkM3UQ1aaBHlwTZKDMvM/pagina.html, web. 15 dicembre 2017
222 Höhne, H., Zolling, H., The General was a Spy, Bantam, New York, 1972, pag. 23, Aarons M. M., Loftus J., op. cit
235 War Department, Rapporto Speciale IDS 52, 7 ottobre 1942, NARA, RG 226, Box 179, 23570, pag. 1, Goñi, U. op. cit
236 CIA, Studies in Intelligence Vol 60, Numero 1, Cia Online, Marzo 2016, https://www.cia.gov/library/center-for-the-study-of-intelligence/csi-publications/csi-studies/studies/vol-60-no-1/pdfs/West-The-Secret-War.pdf , web. 18 dicembre 2017
Luca Mershed, L’Operazione Odessa e la diffusione del nazismo in Argentina e nelle Americhe, Tesi di Dottorato, Università degli Studi di Roma La Sapienza, Anno Accademico 2018-2019

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